Come realizzare un sito e-commerce e vendere on line

Ecco come creare un ecommerce di successo

E-Commerce

LE 7 MOSSE INDISPENSABILI PER APRIRE UN E-COMMERCE

Se vogliamo realizzare un progetto di e-commerce e vendere on line non possiamo che partire dall’analisi preliminare del progetto e dalla definizione del Business Plan relativo. Se non si parte da dati, numeri e obiettivi difficilmente si riuscirà ad ottenere il successo dell’operazione. Se già in fase solo progettuale si dovessero riscontrare dubbi rispetto ai numeri, forse potrebbe essere opportuno studiare meglio strategie ed obiettivi e, in alcuni casi, rinunciare al progetto e puntare su altre strade possibili. La prima domanda che ci si dovrà porre non è quindi: “qual’è il costo di un sito e-commerce ?“, ma “con questo investimento, quali saranno i risultati di vendita che riusciremo a ottenere e in quanto tempo ?”

Partiamo dal Business Plan per l’ecommerce

Con il Business Plan riusciamo a verificare materialmente la fattibilità del progetto nel contesto di mercato prescelto, prevederne la sostenibilità comprendendone le opportunità, i possibili costi e i potenziali ricavi.

Il Business Plan del nostro progetto di e-commerce, una volta elaborato, dovrà:

  • Evitarci di sprecare tempo e denaro
  • Aiutarci a capire se l’attività ipotizzata ci porterà a guadagnare o a perdere
  • Consentirci di apportare azioni correttive in tempi brevi, ove necessarie.
  • Dirci se il prezzo a cui pensiamo di andare a vendere i nostri prodotti o servizi è corretto e competitivo oppure fuori mercato
  • Dirci quanto tempo ci vorrà per ripagare l’investimento iniziale
  • Indicarci che dimensioni dovrà avere la nostra struttura per svolgere le attività necessarie al suo funzionamento
  • Dirci quanto dovremo investire in pubblicità
  • Fornirci delle proiezioni temporali sull’andamento del business

E’ opportuno mettere giù un Business Plan con un orizzonte temporale di almeno 3 anni.

Un progetto di eCommerce parte, come abbiamo detto dal Business Plan, cioè dalla raggiunta consapevolezza dell’imprenditore che sceglie di investire dopo aver analizzato alcuni dati fondamentali:

il trend di settore;
l’analisi della concorrenza;
il target e il numero dei potenziali di utenti;
i punti di forza e di debolezza;
l’offerta unica di valore e la marginalità;
il budget e investimenti da effettuare.

Solo dopo aver deciso che ci sono i presupposti di mercato, organizzativi e finanziari per effettuare l’investimento, si può partire.

Un primo aspetto che deve essere chiaro da subito è se si punta a fare un progetto di e-commerce BtoC o un progetto di e-commerce BtoB. Questa scelta comporta la scelta di strategie e strumenti diversi.

Definiti gli obiettivi e il mercato mettiamo giù le strategie del nostro store on line

Realizzato il Business Plan e l’analisi del nostro progetto e-commerce, a questo punto, avremo sicuramente in mente le cose da fare per raggiungere gli obiettivi e risultati che ci aspettiamo di ottenere rispetto al nostro mercato e all’eventuale territorio di riferimento.

A questo punto c’è da definire le strategie per mettere su il nostro progetto di e-commerce.

La pianificazione è una delle fasi più importanti perché ci consente di individuare e programmare tutte le azioni necessarie a ottenere i risultati sperati.

In questa fase andremo a:

  • Definire il catalogo di prodotti e servizi da vendere, il listino e le eventuali strategie di offerta e promozione;
  • Organizzare la logica del catalogo e ad individuare le funzionalità che la piattaforma applicativa dovrà avere per supportare la vendita on line;
  • Definire le modalità di vendita per meglio aggredire il mercato e sconfiggere la concorrenza;
  • Definire le strategie di comunicazione e di marketing e la scelta dei canali da utilizzare rispetto ai target di riferimento;
  • Pianificare le attività di marketing digitale e di advertising: definizione delle campagne e loro gestione; attività di direct marketing; content e copywriting;

Il Traffico è la prima cosa

Come ogni negozio che si rispetti anche un negozio on line ha bisogno di:

  • «traffico»
  • Di utenti cioè che passano «davanti» al nostro negozio
  • Di utenti che «entrino» nel nostro negozio

Bisogna tener conto che il «traffico» sulla rete può essere classificato in diverse tipologie, tutte importanti, per raggiungere i nostri scopi:

  • Traffico naturale
  • Traffico di ritorno
  • Traffico da partnership
  • Traffico da pubblicità
  • Traffico da marketing diretto (e-mail marketing ad esempio)

Per il traffico naturale possiamo dire che, all’inizio, specialmente se il sito di e-commerce è nuovo e non ha una storia, crescerà moderatamente. Per iniziare ad ottenere dei risultati accettabili bisognerà mettere in campo attività di SEO (Search Engine Optimization) volte a posizionare il sito all’interno dei motori di ricerca secondo “parole” e “frasi” in grado di intercettare ricerche e pubblico interessato utile alla vendita.

Sul web, però, non avviene nulla per caso per cui sarà bene anche pensare al traffico di ritorno, cioè quello prodotto da utenti fidelizzati creati con campagne di fidelizzazione e cura del post vendita.

Creare partnership, collaborazioni, accordi con altri siti e portali o blog di stakeholders e di settore è sicuramente un’attività da realizzare per creare quel traffico da partnership che tanto influisce sulla link building e sulla reputation del proprio sito di e-commerce.

L’e-commerce e il Traffico da Advertising (pubblicità)

Non ci si può posizionare e guadagnare velocemente  pubblico che “entri” nel nostro sito di e-commerce se non si spinge tale progetto con attività di advertising digitale sia sui motori di ricerca, in particolare Google AdWords, sia con campagne di social advertising, ad esempio Facebook Ad.

Campagne ben congegnate per pubblico, fasce d’età, sesso, territorio, mercato da aggredire, portano sicuramente ad ottenere quel successo necessario a far raggiungere nel minor tempo possibile quella quota di break even necessaria affinché il progetto di e-commerce passi dall’essere un costo/investimento all’essere un progetto di successo redditizio per l’imprenditore.

La piattaforma software per l’e-commerce è una scelta da non sbagliare

Partendo dal presupposto che la piattaforma non sarà l’unico strumento che aiuterà a vendere on line, ma che sul web ci sarà bisogno di un vero e proprio ecosistema di canali a supporto, in particolare social, la scelta della piattaforma di e-commerce è importante al fine di raggiungere risultati soddisfacenti e in linea con il progetto di business messo in campo.

Dall’analisi del progetto e dagli obiettivi che si vogliono raggiungere saranno sicuramente venute fuori le funzionalità software necessarie al raggiungimento dei risultati. Le funzionalità saranno: operative, di presentazione del singolo prodotto, di marketing, ad esempio di fidelizzazione dei clienti, di gestione della logistica, di facilità di gestione del carrello e delle procedure d’acquisto, di gestione della scontistica e delle promozioni e chi più ne ha più ne metta.

Noi di Asernet ne consigliamo in particolare due: Magento e Prestashop

I Social per aumentare i contatti e le vendite

L’ecosistema web che va messo in campo a supporto di un progetto di e-commerce deve prevedere a seconda di: obiettivi, progetto btob o btoc, tipologia e territorialità del proprio mercato di riferimento, la presenza sulle varie piattaforme social esistenti che vanno selezionate e utilizzate per migliorare i propri risultati di business.

Cosa si ottiene facendo attività sui social network? Si può creare e curare una community, valorizzare il proprio brand aziendale, potenziare la propria comunicazione tradizionale, effettuare attività di engagement diretto, vendere on line. Ognuna di queste attività può essere utile a supporto di un progetto di e-commerce, ognuna di queste ha bisogno di una propria strategia e di eventuali investimenti in social advertising.

Se vogliamo fare un esempio, possiamo dire che un progetto di e-commerce BtoC non può prescindere dall’utilizzo di un canale Facebook per promuovere nuove iniziative e prodotti e creare una community attorno al brand del negozio. Attraverso questo canale passerà il lancio di promozioni e scontistica, l’avvicinamento e l’engagement a particolari fasce d’età di pubblico che potrebbero interessarsi a un prodotto particolare o a una fascia di prodotti.

Non sono poche le aziende che utilizzano Twitter per fornire assistenza ai propri clienti o supporto post vendita.

Linkedin per i titolari e gli account di un’azienda che mette in campo un progetto e-commerce BtoB è sicuramente molto importante per fare engagement verso manager e aziende potenzialmente interessate ad essere propri partner nella distribuzione di prodotti e servizi.

Da non dimenticare la possibilità di usare altri social tipo: Youtube (per i contenuti video), Slideshare (per la diffusione di slide), Instagram (per la diffusione di foto e grafiche)…

Ci fermiamo qua, per quanto esistano anche piattaforme social verticali (cioè specializzate nei vari settori merceologici) di cui adesso non parliamo. C’è però una cosa di assoluta importanza da ricordare: i social sono abitati da persone e non da aziende, i social quindi vanno presidiati e chi “parla”, anche a nome dell’azienda, deve essere riconosciuto e riconoscibile.

Oggi i social network giocano un ruolo importante nel portare pubblico all’interno dei negozi on line.

La cura dei contenuti a sostegno dell’e-commerce

Non ci dilunghiamo molto sulla questione contenuti, ma è chiaro che oggi sul web vengono trovati e favoriti, anche dai motori di ricerca, quei siti internet che vengono aggiornati di frequente e i cui contenuti suscitano interesse.

Per contenuti non intendiamo solamente contenuti testuali, ma  anche video, audio, immagini, disegni, infografiche, webinar, eventi, slide e chi più ne ha più ne metta. L’importante è che questi contenuti siano: utili, interessanti, godibili, simpatici, quindi virali, cioè portati ad essere condivisi.

L’ecommerce su piattaforme terze

E’ possibile vendere on line anche attraverso piattaforme terze, i cosiddetti Marketplace. Sicuramente tra questi non possiamo non citarne due e cioè: eBay. ed Amazon.

Sulle piattaforme di Marketplace è possibile inserire propri prodotti e servizi e venderli in esclusiva, cioè solo sul marketplace, oppure utilizzare i marketplace a supporto delle vendite sul proprio sito di e-commerce.

Anche tra i marketplace esistono quelli verticali, cioè specializzati in particolare settore merceologico, solo un esempio: Spartoo, marketplace specializzato nella vendita di scarpe e abbigliamento.

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“L’e-Commerce non serve per vendere, ma per far comprare..”
Diego Vicamini – Country Manager Euroffice

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